PROFESSIONISTI DISCIPLINE AFFINI

Per quanto mi riguarda, non mi viene a mancare la curiosità e l’interesse verso operatori di altre discipline che ruotano intorno allo studio dell’uomo e del suo benessere complessivo. Credo in una visione olistica dove è ancora lunga e complessa la strada per una reale integrazione tra discipline che ad oggi lavorano con le persone in modo frammentato.

Ciò non significa, secondo me, che un professionista debba saper fare qualunque cosa ed improvvisarsi in molteplici discipline, rischiando di portare avanti il tutto in modo per così dire maldestro. Credo che ciascun professionista possa sia mantenere i confini in merito alle competenze apprese sia mantenersi aperto a dialogare con gli operatori di altre discipline in modo da fornire gli strumenti che più possono risultare utili alla specifica persona che ha davanti. Più saperi possono man mano confrontarsi e convergere, proprio perché lo stesso individuo può necessitare di interventi attraverso il contatto corporeo, attraverso il linguaggio emotivo e cognitivo al tempo stesso o anche in fasi e momenti differenti del suo percorso di vita. Per queste ragioni, sono in primis gli operatori che si prendono cure delle persone a dover affrontare un dialogo aperto e costruttivo tra loro.

Al momento è quindi un’idea ancora agli esordi, quella di creare un gruppo di lavoro su tematiche più ampie, tra professionisti differenti, ciascuno con le proprie specificità e con il desiderio di confrontarsi sinceramente con gli altri. Solo per riportare qui alcune tra le tante professioni di aiuto, penso agli omeopati, ai medici, agli osteopati, agli psichiatri, ai neurologi, agli agopuntori, agli operatori shiatsu e del bilanciamento cranio sacrale, ai riflessologi, ai nutrizionisti e così via.

Ecco la prima bozza presentata durante l’iniziativa “STUDIO APERTO 2015”.

Progetto “GRUPPO MULTIDISCIPLINARE”

Attualmente i professionisti che operano nel campo della salute e del benessere sono davvero moltissimi. Le discipline a cui fanno riferimento – nei percorsi formativi e nell’attività lavorativa – sono tante e diverse:

  • Discipline con un lungo passato alle spalle e tradizioni consolidate, altre di più recente elaborazione
  • Alcune ufficialmente riconosciute, mentre altre si stanno dibattendo per esserlo
  • Medicina convenzionale, Medicine alternative e complementari (agopuntura, MTC, omeopatia, fitoterapia, osteopatia, chiropratica, ecc.), Medicina integrativa che usa pratiche tradizionali insieme a quelle alternative, discipline psicologiche e orientamenti psicoterapeutici, ecc.

Nella quotidianità si vedono molte persone che passano, per uno stesso problema complesso che stanno vivendo, dal medico allo specialista all’omeopata al chiropratico allo psicologo al naturopata e così via. Non solo ciascun professionista custodisce la sua specifica idea di quel caso clinico, ma il paziente stesso si crea un’idea di sé assolutamente frammentata dove una lettura più articolata e coerente di ciò che sta vivendo risulta pressoché impossibile.

Cosa potrebbe accadere in uno scenario simile se professionisti diversi riuscissero a sedersi, a guardarsi e a dialogare? Dialogare non significa dover abbandonare le proprie idee e le proprie capacità critiche. Al contrario, dialogare vuol dire darsi la possibilità di ascoltare punti di vista diversi e di esprimere il proprio, senza dogmi di verità assoluta, abbandonando quella tendenza diffusa a reificare i concetti e i costrutti teorici, superando anche quel “giocare” così frequente a chi ne sa di più, a chi è più bravo. Siamo oggi così facilmente portati a trarre conclusioni, a giudicare senza aver sperimentato la fase precedente, quella dell’ascolto, del prestare attenzione nel tentativo di comprendere anche ciò che apparentemente è lontano dalla nostra visione del mondo.

D’altronde sono convinta che l’obiettivo ultimo di tutti coloro che lavorano nell’area della salute e del benessere sia univoco: raggiungere o incrementare uno stato di salute o benessere nelle persone che “curano” ovvero che “osservano”.

Dal senso di frammentazione e di mancanza di una visione più coerente e integrata dell’uomo nel suo essere organismo corporeo, mentale, emotivo, energetico, spirituale, sociale, culturale insieme, ecco che è emerso in me il bisogno di proporre un primo stimolo, un’idea di incontro e di confronto.

Negli ultimi anni sono già nate delle realtà operative in cui diversi professionisti della medicina convenzionale e delle medicine alternative lavorano insieme. Qui, nel nostro territorio, mi riferisco all’area cecinese e dintorni, vorrei si partisse dal primo punto ovvero quello di creare una possibilità di incontro, uno spazio di ascolto e confronto reciproci, aperto e rispettoso delle specificità e delle differenze dei vari approcci.

Il professionista mosso da una curiosità, da una motivazione vicina a quella che può trasparire da queste righe è il benvenuto e può contattarmi al numero di telefono 339 3819332 o via email simonagian23@gmail.com.

In linea di massima l’idea è di costituire un gruppo con massimo 8-10 persone, con professionisti afferenti da approcci diversi, in modo che sia sufficientemente equilibrato; che si incontri con una frequenza mensile per 2 ore a Cecina, a titolo gratuito o con eventuale contributo volontario una tantum per il lavoro di coordinamento.

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