MEDITAZIONE

 

“Meditazione” è un qualcosa di assolutamente semplice e naturale e al tempo stesso di estremamente difficile sia da definire che da mettere in pratica. Intanto la parola “meditare” è usata da più parti con significati differenti.

Il senso comune la identifica sostanzialmente nelle pratiche religiose orientali, in particolare il Buddismo, oppure la utilizza di frequente come sinonimo di riflettere, pensare o concentrarsi su qualcosa in modo approfondito.

Negli ultimi trent’anni, la meditazione è entrata sempre più nelle vite degli occidentali e si sta facendo strada nella Medicina e nelle ricerche scientifiche. Grande merito in tal senso è da attribuire ad un medico statunitense Jon Kabat-Zinn che nel 1979 fondò la Clinica per la riduzione dello stress presso l’Università del Massachusetts, elaborando man mano un programma laico – oggi molto conosciuto nel mondo – Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Da allora gli studi si sono moltiplicati e la Mindfulness ha trovato molte applicazioni, dalle persone sofferenti di dolori cronici, di disturbi depressivi e ansiosi, al campo più ampio della gestione dello stress e alla rieducazione verso uno stile di vita sano e consapevole.

Se in Inglese si può utilizzare il termine “mindfulness” – che non ha un corrispondente in italiano – possiamo invece soffermarci un momento sul significato etimologico della parola “meditare”, dal latino meditāri “pensare, riflettere”, iterativo di medēri “curare”. Proprio il verbo “curare” si avvicina molto di più al significato che diamo alla meditazione. “Cura” deriva dal latino dalla radice ku-kav ovvero “osservare” e nella sua forma più antica coera stava ad indicare l’atteggiamento di premura, di attenzione, di vigilanza, preoccupazione nei confronti di una persona amata o di un oggetto di valore. Ecco che “meditare” è un prendersi cura in modo amorevole e gentile, osservare e rivolgere l’attenzione vigile al proprio interno come a ciò che è intorno a noi. Meditare vuol dire prendersi la responsabilità, cioè sentirsi pronti e in grado di rispondere agli stimoli che provengono dal proprio interno e a quelli provenienti dall’esterno. Significa coniugare il sapere accettare ciò che è per come è, con l’essere presenti e rispondere attivamente. Il suo significato può apparire contraddittorio ad un occhio esclusivamente razionale e che rimane sulla superficie delle cose, mentre man mano che si sperimenta la pratica meditativa, formalmente come nella vita di tutti i giorni, il suo significato diviene estremamente coerente, proprio perché mira ad integrare “ragione” e “istinto”, emisfero cerebrale sinistro ed emisfero cerebrale destro.

Per approfondire il significato di ciò che è e non è “meditare” si può leggere l’articolo che ho scritto come presentazione del laboratorio “Medit-Art” cliccando sul seguente link Corso di Meditazione “Medit-Art”

 

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