CHE COSA E’ L’ANALISI TRANSAZIONALE

Il mio primo incontro con l’Analisi Transazionale (A.T.) è avvenuto al secondo anno di università, mentre leggevo uno dei libri di preparazione a un esame. Avevo giusto trovato un paio di righe che suonavano più o meno così: l’Analisi Transazionale si occupa di analizzare le transazioni ovvero gli scambi tra le persone. Fortuna che quelle due parole “Analisi Transazionale” mi avevano in qualche modo colpito, visto che trovai proprio una domanda a riguardo in sede d’esame.

Neppure oggi mi risulta semplice spiegare che cosa sia l’A.T., e non perché non vi siano sufficienti definizioni appropriate, ma piuttosto per il sentimento ampio e pieno che nutro verso una teoria tanto vasta, ricca e articolata che attraversa tutta la profondità del singolo individuo fino a cogliere le complesse sfaccettature dei rapporti interpersonali, di coppia, familiari e sociali.

La nascita dell’Analisi Transazionale risale al 1957-58 in corrispondenza dell’uscita di due articoli dello psichiatra e psicoanalista Eric Berne (Canada 1910 – California 1970). Nasce quindi dagli studi psicoanalitici, risente delle influenze della psicoanalisi e se ne differenzia fino a divenire qualcosa a sé stante.

L’A.T. rappresenta un sistema unificato di psichiatria individuale e sociale. Il significato iniziale e più restrittivo del termine ha a che fare con l’analisi degli scambi di comunicazioni – stimolo e risposta – che avvengono tra due o più persone. “Le manifestazioni esterne del rapporto sociale sono denominate transazioni” (Berne, 1961; pag. 74). Il termine “transazione” ha in origine un significato commerciale nel senso di un accordo tra due parti in contrasto, raggiunto grazie a concessioni reciproche. Berne utilizza proprio questo termine per sottolineare il carattere di scambio insito nella comunicazione e di accordo quanto meno implicito su ciò che ciascun interlocutore chiede e si aspetta di ricevere dall’altro.

La definizione di A.T. che ne dà l’Associazione Internazionale di Analisi Transazionale (ITAA) è la seguente: «L’Analisi Transazionale è una teoria della personalità e una psicoterapia sistematica ai fini della crescita e del cambiamento della persona» (Stewart e Joines 2000; pag. 15).

Berne era interessato a realizzare un modello di cura che potesse raggiungere un gran numero di pazienti e che si dimostrasse efficace in tempi relativamente brevi. Per questo l’Analisi Transazionale di Berne si realizza pienamente nella terapia di gruppo ed è proprio il gruppo a permettere di vedere in azione il mondo interpersonale di ciascun partecipante che interagisce con gli altri riproponendo i propri giochi psicologici e il proprio copione di vita.

La cornice storica entro la quale si collocano i primi lavori di Berne risale intorno al 1945, al termine della seconda guerra mondiale, quando faceva lo psichiatra militare e doveva sottoporre un gran numero di soldati al giorno ad una breve visita psichiatrica. In un contesto tanto difficile riuscì a realizzare una sorta di laboratorio per studiare l’intuizione. Interessante da leggere la raccolta Intuizione e Stati dell’Io pubblicata successivamente (Berne, 1977) che riprende i lavori di Berne di quegli anni in cui esprime le sue idee che saranno alla base dell’A.T.

In sintesi l’Analisi Transazionale come teoria psicologica e sociale rappresenta:

  • Una filosofia ovvero una concezione dell’uomo: l’A.T. sposa una filosofia positiva umanistica
  • Una teoria della personalità che spiega come funzioniamo da un punto di vista psicologico e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento
  • Una teoria della comunicazione, che può essere estesa all’analisi dei sistemi e delle organizzazioni
  • Una teoria dello sviluppo infantile che indaga come hanno avuto origine gli schemi di vita attuali
  • Una teoria della psicopatologia da cui si sviluppa un sistema di psicoterapia (terapia individuale, di gruppo, di coppia e familiare).

L’A.T. può trovare applicazione in tutti i campi in cui si renda utile comprendere il funzionamento intrapsichico ed interpersonale; in tal senso mette a disposizione una serie di tecniche più o meno specifiche a seconda degli ambiti di intervento.

È molto importante avere in mente il quadro di riferimento filosofico dell’Analisi Transazionale, che si inscrive all’interno della vasta corrente della Psicologia Umanistica. I principali assunti filosofici a cui si ispira sono i seguenti:

  • Ogni individuo è OK, nel senso che ciascuno merita di essere amato, è dotato di valore e dignità, ha le potenzialità di crescita e di auto-realizzazione (Posso non accettare ciò che fai, ma accetto ciò che sei, la tua essenza in quanto essere umano). Utilizzando il linguaggio delle favole “Ogni bambino nasce principe o principessa”.
  • Ogni individuo è capace di pensare (ad eccezione di chi ha subito un grave danno cerebrale) ed è perciò responsabile delle sue azioni e delle conseguenze, degli effetti che esse hanno.
  • Ogni individuo decide rispetto alla propria vita, ovvero fin da bambini prendiamo delle decisioni che sono alla base delle nostre modalità di funzionamento psicologico e di comportamento. Con ciò non si nega l’importanza delle influenze esterne, ma si sottolinea come abbiamo la libertà e la possibilità di modificare le decisioni prese in età remote, che magari allora rappresentavano senz’altro la migliore strategia di sopravvivenza, ma che attualmente possiamo rivedere al fine di rendere la nostra vita più felice.

Sulla base di questi assunti filosofici, l’A.T. si caratterizza nella pratica per:

  • Utilizzo del linguaggio in modo chiaro e semplice: la comunicazione tra terapeuta e paziente è aperta e paritaria. Per facilitare questo tipo di comunicazione (che non scenda dall’alto) Berne ha utilizzato un linguaggio semplice e facilmente comprensibile da tutti (termini come Genitore, Adulto, Bambino, transazioni, giochi, carezze, copione, simbiosi, permessi, ingiunzioni, spinte, ecc.).
  • Approccio contrattuale: analista transazionale e cliente stipulano un contratto, un accordo tra persone adulte e responsabili proprio perché entrambi si assumono congiuntamente la responsabilità del lavoro che intendono fare. Nell’ambito psicoterapeutico, terapeuta e cliente definiscono insieme il punto di partenza e l’obiettivo finale (contratto di cambiamento) che intendono raggiungere al termine del percorso.
  • Filosofia pragmatica: una volta compreso il proprio modo di funzionare e di comportarsi, si fa leva sulle potenzialità delle persone di cambiare, affinché mettano in pratica i cambiamenti a loro funzionali.

 

Bibliografia

Berne E. (1961), Analisi transazionale e psicoterapia: un sistema di psichiatria sociale e individuale, Astrolabio, Roma, 1971.

Berne E. (1977), Intuizione e Stati dell’Io, Astrolabio, Roma, 1992.

Mastromarino R. e Scoliere M., Introduzione all’Analisi Transazionale: “Il modello 101”, IFREP, Roma, 1999.

Ricardi F., L’Analisi Transazionale: il sé e l’altro, Xenia, Milano, 1997.

Stewart I. e Joines V. (1987), L’Analisi Transazionale: guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti, Milano, 2000.

Woollams S. e Brown M. (1978), Analisi Transazionale: psicoterapia della persona e delle relazioni, Cittadella, Assisi, 1990.

 

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